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Il triangolo produttivo d’Italia non è più Milano-Torino-Genova, ma si è spostato a est, tra Milano, Venezia e Bologna, A mettere a fuoco la trasformazione silente subita dalla mappa dell’economia italiana è l’Osservatorio della Cna, creato delle tre confederazioni regionali dell’artigianato e della piccola e media imprese di Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna. Il report congiunto sulle direttrici dello sviluppo, curato dal centro studi Sintesi, fotografa con i dati dei censimenti Istat natalità e concentrazione d’impresa, tassi di occupazione e di esportazione, produttività, infrastrutture, geografia dei distretti di una porzione di territorio che è si è rivelata negli ultimi decenni il vero motore dell’economia italiana: abitato da un terzo della popolazione italiana, il quadrante lombardo-veneto-emiliano produce il 40 per cento del Pil nazionale, occupa il 49 per cento degli addetti al manifatturiero ed esporta il 54 per cento del Made in Italy.
Il rapporto “La mappa dell’economia e le nuove direttrici dello sviluppo”, presentato a Palazzo Ferro-Fini dal presidente delle Cna veneta Alessandro Conte e da Alberto Cestari del centro studi Sintesi, riassume le trasformazioni subite dall’area in questione negli ultimi quattro decenni in quattro fotogrammi: peso crescente della piccola impresa arrivata a occupare il 72 per cento degli addetti, spostamento a est del baricentro dello sviluppo, passaggio dalla concentrazione urbana alla “nuvola” dei distretti, e terziarizzazione dell’economia con il passaggio dall’industria manifatturiera alle produzioni di servizi.