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Un anno di Bcademy: la formazione sulla blockchain come ritorno di valore dal digitale alla persona.

Feb 8, 2019 | Imprese

Primo anniversario dalla fondazione di Bcademy la prima accademia italiana che si occupa specificamente di Blockchain e Bitcoin. E’ stato un onore come Studio 42 Comunicazione essere presente il 01 febbraio come ufficio stampa per tirare un po’ i fili di questo percorso che, in effetti, si è dimostrato assolutamente positivo per Bcademy, che per altro parte da Pordenone che è una piccola città del Friuli Venezia Giulia. In dodici mesi di attività sono state erogate oltre 300 ore di formazione, con studenti provenienti da tutta Italia, ma anche dall’estero. Numeri importanti anche in termini di consulenze e iniziative a favore delle imprese, accordi con enti e partecipazione a convegni. La cosa intrigante per quella che è una Start Up è il bilancio praticamente in pareggio. Per essere del tutto chiari questi ragazzi con i numeri sembrano saperci proprio fare e a breve sigleranno il terzo aumento di capitale che li porterà a 1,8 milioni di Euro e apriranno nuove sedi partendo da Milano per arrivare a Malta, Barcellona, Londra.

Attorno a questa accademia, quasi guidato da un forza centripeta, si va creando un interessantissimo network, ritengo anche grazie ad un comitato scientifico di assoluto rilievo che apporta in continuazione nuove brillanti menti legate al mondo della blockchain e nuove professionalità provenienti da mondi correlati a questa rivoluzione come consulenti fiscali, giuridici, economici.
Si tratta di contaminazioni fondamentali poiché la tecnologia blockchain tocca già alcuni aspetti della vita economica di alcuni e arriverà a toccare molti aspetti sociali di molti. Oggi investe il campo tecnologico, industriale, imprenditoriale, economico, finanziario, giuridico e, seppure con molte aree grigie, fiscale. Probabilmente per molti versi cambierà il nostro rapporto con i grandi sistemi, non ultimo quello bancario che dovrà adeguarsi ed evolvere. Forse ance quello giornalistico, perché no.
Il giorno che li ho conosciuti e che mi è stato proposto l’incarico come ufficio stampa, mi è venuto spontaneo chiedermi perché, e come, in un mondo in cui la conoscenza viene travasata con strumenti di e-learning, attraverso videocorsi, tutorial, documentazione digitale, white papers, forum digitali, potesse avere senso un’accademia che tiene corsi per in presenza. Il materiale disponibile nel web è tale e tanto, che ogni concetto può davvero essere approfondito. E qui invece, chiaramente, sta uno dei principali problemi per i quali serve una guida.
Chi approccia a questa tecnologia senza saperne niente, rischia di iniziare dalla coda. Dalle cripto monete, dal trading, dalla speculazione, dalla paura per le truffe a cui i giornali devono dare così ampi spazi. Questo però non è il vero valore della Blockchain il cui concetto di nascita è sostanzialmente filosofico. E’ in grado di creare una nuova rete dinamica protetta di relazioni. Quindi il punto di partenza è la sua funzione etica, concetto che ai più sfugge. Il passaggio non facile dal concetto di debito a quello di credito.
La blockchain, come detto prima, grazie alla disintermediazione cambia i pesi, le funzioni e i termini per gli attori degli scambi. Non solo economici. Può fornire interessanti tutele di privacy, e al contempo essere utilizzata in modo estremamente pericoloso o scorretto. La questione sta proprio nell’avere qualcuno che riesca a mettere in ordine le nozioni, i concetti, che ne renda semplice l’applicazione al quotidiano e consenta di avere un quadro congruo e coerente di rischi e opportunità.
Esiste anche un altro tema rilevante, per chi approccia a una nuova disciplina. La certezza delle fonti. Problema che appartiene anche al mondo giornalistico, ovvero riconoscere una fonte seria e da una che invece non lo è. Distinguere tra l’informazione corretta, validata da strutture e gruppi imparziali, da quella che invece è approssimata, inventata, non qualificata e che può oscillare tra diversi gradi di pericolosità che vanno dalla superficialità, alla cattiva informazione, all’illecito.
Dunque questo è il punto: essere presenti fisicamente aiuta a creare una conoscenza organica, ragionata, personale, utile alle persone. Ed sembra proprio questo il punto di forza di Questa idea. Il ritorno del digitale come strumento per le persone.

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